Agricoltura 4.0: innovazione e tecnologia nei campi

Intervista giornale INFO Castelli Romani – giugno 2020 –

Da dieci anni il gruppo Gambini è attivo nel settore della bio-agricoltura, nel territorio di Ariccia con una piantagione di kiwi biologico, che registra una produzione media di circa 3000/3500 quintali l’anno, destinati prevalentemente ai mercati internazionali di Svizzera e Nord Europa. Il gruppo Gambini da qualche anno sta investendo nell’agricoltura 4.0. Abbiamo chiesto al responsabile Ing. Alberto Gambini di spiegarci cosa s’intende per agricoltura 4.0 e perché molte aziende stanno investendo in questo settore.

Ing. Gambini cos’è l’Agricoltura 4.0?
L’agricoltura 4.0 è l’insieme di strumenti e strategie che consentono all’azienda agricola di impiegare in maniera sinergica e interconnessa tecnologie avanzate finalizzate a migliorare resa e sostenibilità delle coltivazioni, qualità produttiva e di trasformazione, condizioni di lavoro.
Grazie alle più moderne tecnologie informatiche, ai satelliti, alle macchine agricole intelligenti, ai droni, si impiegano le risorse necessarie per ottenere il prodotto finale al minor costo. Per esempio si può calcolare in maniera precisa qual è il fabbisogno idrico di una determinata coltura ed evitare gli sprechi oppure, permette di prevedere l’insorgenza di alcune malattie delle piante o individuare in anticipo i parassiti che potrebbero attaccare le coltivazioni, riducendo di fatto gli sprechi.
Con Poco margine d’errore, consente di poter realizzare una filiera corta capace di produrre alimenti di massima qualità e in maniera sostenibile dal punto di vista ambientale.
L’agricoltura 4.0 di precisione rappresenta il futuro dei campi ed entro due anni mira a coinvolgere il 10% della superficie coltivata in Italia con lo sviluppo di applicazioni sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti.

Quali sono i Vantaggi?
Con l’agricoltura 4.0 si ha un Risparmio in termini economici e ambientali, ma anche una produzione di maggiore qualità. Una qualità che risponde anche a benefici dal punto di vista della salute. Si stima, infatti, che i prodotti inseriti in una filiera ad alto tasso tecnologico mantengano intatte le loro proprietà e risultino, quindi, più salutari. Dal punto di vista quantitativo, inoltre, il risparmio sugli input produttivi risulta essere del 30% con un aumento della produttività pari al 20%, il tutto ottenendo prodotti senza alcun residuo di sostanze chimiche.